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Come diventare un hacker

Questo documento è la traduzione italiana a cura di Daniele Bailo del testo How to became a Hacker scritto da Eric S. Raymond <esr@snark.thyrsus.com> in data 1998/3/02 23:23:03 $

Un ringraziamento particolare ad autistici.org che hanno mantenuto e diffuso questo file su internet, su un canale più accessibile del mio vecchio sito (Daniele Bailo World), un esperimento di gioventù :)

 

How to became a Hacker. Perchè questo documento?

Come editore dello Jargon File, spesso ricevo richieste da entusiasti principianti della rete che chiedono (effettivamente) “come posso imparare ad essere un mago degli hacker?”. Cosa abbastanza strana, non sembra che esista nessuna FAQ o documento web che tratti questa questione vitale, cosi ecco qui la mia guida.

Se stai leggendo uno stralcio di questo documento off-line, puoi trovare la versione originale in inglese a http://catb.org/~esr/faqs/hacker-howto.html.

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Stancocchi su Google Play

Originally posted on Gli Stancocchi:

D: Non ci posso credere, Six, qui le cose vanno avanti!
S: in che senso?
D: nel senso che pian piano ci diffondiamo!
S: mah… a me sembra di rimanere sempre allo stesso posto.. qui negli occhi di Giovanni. Cosa ti dà questa impressione?
D: ma come… ma che c’entra? Cosa dici? Noi certo che ce ne stiamo fermi. Ma dove volevi andare? Parlo di diffusione in senso lato.
S: mhmm… in senso lato dici, eh? Immagine 4
D: vabbè lascia perdere… anche se adesso non ci stressiamo troppo con i videogiochi, visto che Giovanni ha un po’ rallentato con questa follia delle ore e ore davanti al computer, mi sono accorto di una sorpresa che ci riguarda su Google…
S: ahaa… aspetta, aspetta… forse capisco… certo però anche tu parli complicato, eh?
D: parlo complicato?
S: ma si! Tutta quella storia sulla diffusione, noi che ci diffondiamo…
D: mah, veramente mi…

View original 210 altre parole

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Nessun genitore deve volere il meglio per suo figlio

”…e sai perchè? Perché non lo sa. Un genitore non sa cos’è il meglio per suo figlio. Non lo può sapere, come potrebbe? E’ Dio? Legge nella sfera di cristallo? No, è solo un genitore. E allora dovrebbe starsene a guardare e basta, in silenzio e con grande calma”.

Paola-Mastrocola-non-so-niente-di-teCoverRubo queste poche righe, tra le più essenziali, a Paola Mastrocola, dal suo ”Non so niente di te” del 2013.

Non sono le prime, però. Vengono dopo le pecore. O meglio, dopo l’evento delle pecore, le pecore dentro l’università. Durante una conferenza di economia in cui veniva illustrata una rivoluzionaria teoria, un modello economico nuovo, geniale, brillante.Le pecore portate da uno dei relatori, il nostro protagonista, il personaggio che proclama le parole con cui inizia questo articolo.

 

No, non mi sono fanno una canna: davvero tutto ciò viene raccontato in ”Non so niente di te”, che alla fine non è un libro. E’ una bomba. Mischiando eventi improbabili con una giusta dose di anteprime su quanto deve ancora accadere e con un tema attualissimo – le aspettative dei genitori sui figli – Paola Mastrocola sforna un libro di quelli che non leggevo da tempo.

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Eco – la massoneria a Praga…aga…ga

Fine del lavoro: mi fiondo in macchina e mi avvio a casa. Nel cervello le sinapsi ancora si inviano mutui segnali sull’ultimo argomento che stavo trattando, un brokering system basato su cataloghi di metadati per la condivisione di servizi e dati scientifici. Gli occhi sfarfallano un po’, oggi li ho sforzati troppo.

Ma alla fine come sempre arrivo alla meta: la casa, la mia bella casina e soprattutto IL DIVANO.
So bene che l’idolatria di questo ammasso di legno, stoffe e cuscini mi costerà una permanenza prolungata nel Purgatorio. Unica consolazione, sapermi non da solo ma in compagnia di altri centinaia (migliaia?) di uomini Italiani.
Prendo l’eBook reader e scartabello un poco tra i libri ancora da leggere.
Tra i vari titoli mi salta agli occhi Il cimitero di Praga – Umberto Eco
“Bhè”, mi dico, “Eco è bravo, me lo hanno pure consigliato questo libro…”.
E mi metto a leggere.

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Orto Botanico

Oggi il tempo è brutto. Dove andiamo?
Ovvio: all’orto botanico!

L’orto è a piedi del Gianicolo, vicino all’Accademia dei Lincei, a due passi da piazza Trilussa. Ma sembra di stare in un luogo senza tempo.

Ecco il reportage di una giornata nel cuore di Roma, ma fuori dal mondo.

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MAIGRET: COMMISSARI E GUANCIALE

Prologo

Insomma ieri si esce, visto che qui a Roma Febbraio è diventato Giugno. Con quella bella arietta primaverile, la brezza tiepida che si tuffa sul volto, gli odori delle mimose e degli escrementi dei cani sui marciapiedi. Sembrava il paradiso, il mio corpo aveva voglia di gustarlo. Era stufo della pioggia battente dei giorni scorsi.
E quindi Testaccio ci ha visto parcheggiare, scendere, passeggiare ed infine entrare nel ”er beershop de testaccio”, dove un giovane e romanissimo adulto (leggi: quarantenne) atterrato qui a Roma dall’Olanda si è aperto questo negozietto che vende birre artigianali e scodella panini torcibudella.
Cito solo en passant il tizio della bettola, ma ci sarebbe da raccontare: originario di Ostia, va in Olanda, trova una donna Ceca (della Repubblica Ceca, cioè, non è che legge in Braille) e poi torna qui. Forse gli mancava la suddetta arietta e i suddetti escrementi canini. Chissà.
”Che panino mi consigli?” chiedo ingenuamente, dimenticandomi di tutto: del morbo di Gilbert, che prostra le mie digestioni; dell’influenza partigiana che, non paga di avermi tenuto due giorni in stato catatonico sul divano, continua le sue piccole, fastidiose rappresaglie con malesseri vari; della generale stanchezza epatica che ogni tanto mi attanaglia.
”Guarda, puoi fare anduia e cetrioli piccanti, oppure anche guanciale e carciofi ci stanno bene assieme”.
”Mah… anduia piccante mi pare esagerata, poi non la digerisco”, mi dico, ”fammi quello col guanciale” dico ad alta voce, indicando il guanciale dietro al vetro da pizzicagnolo.
La mia coscienza era pulita, giuro. Veramente non stavo pensando che forse il binomio carciofo-guanciale era più pesante del piombo.

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come-organizzare-un-trasloco

…si trasloca…

trasloco

Insomma eccoci qui.

Il blog era carino, raccontavo un po’ di cose, avevo addirittura un sotto-dominio nomecognome… ma alla fine ho ceduto: è bastato un click, una spunta su un checkbox e pochi euro (nemmeno 6)… et voilà: è partito il nuovo blog

www.danielebailo.it

Ma quello è stato il meno… c’è stata poi la fase della scelta del tema, dei widget, della clonazione degli articoli. Piccole cose che un passetto dopo l’altro si sistemano.
E mi hanno dato pure l’indirizzo personale… mammamia mi sento immerso nel lusso: daniele@danielebailo.it fichissimo!

Insomma c’è tutto.
Solo una domanda: vi piace?
Suggerimenti?

a prestoooo!!

foto (1)

Tre Giudici – Camilleri, De Cataldo, Lucarelli

Slop!
Cos’è “Slop!”?
Ripetetelo un paio di volte ed – ecco, ecco – si, si, anche per voi il suono è lo stesso, giusto?
Quello del tappo che salta dalla bottiglia di Champagne. Quella che si stappa per le inaugurazioni.

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ATTENZIONE: il blog sta per traslocare su 

www.danielebailo.it

..stay tuned…

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Ma come si sceglie la “faccia” del mio nuovo blog? (a.k.a. temi wordpress per un blog personale)

Insomma era tanto tempo che volevo farlo, ma la mania di perfezionismo contrastava esageratamente la mania di grandezza. Ora le cose si sono parzialmente riequilibrate, ed ecco che come conseguenza mi sono comprato il dominio www.danielebailo.it.
Dopo tanti smanettamenti informatici (vedi sotto per la lista, solo per i nerd!) ho in pratica deciso di copiare tutto questo blog attuale sul nuovo dominio, che sarà la mia nuova home.

Perchè questa scelta?

Oltre che per il succitato spirito egomaniaco, ci sono altre ragioni:

  1. adesso ho la mail daniele@danielebailo.it (probabilmente non gliene frega nulla a nessuno, ma io so’ troppo contento!)
  2. posso organizzare meglio tutti i contenuti che ho in mente di mettere (ad esempio un piccolo portfolio)
  3. posso usare anche temi diversi da quelli che wordpress da di default sul blog hostato da loro

E con quest’ultima considerazione arriviamo al punto dolente…

Oddio, e ora che tema scelgo?

Normalmente per creare altri progetti, la scelta è stata rapida. Ad esempio per il sito chiaracorbellapetrillo, confrontandomi con una mia cara collega, in una settimana abbiamo selezionato e scelto. Per il sito della festa parrocchiale la scelta è durata non più di un’ora (guarda che carino festasantanselmo).

Ma adesso che si tratta di scegliere un layout per il mio blog personale… PANICOOO!

Allora, provo a mettere nero su bianco (o bianco su nero, se come me avete scoperto il ctr+alt+cmd+8 dell’iMac) le cose che desidererei nel nuovo blog:

  1. area per il portfolio, dove inserire vari progetti conclusi (roba di lavoro ma soprattuto di creatività e arte)
  2. uno slideshow iniziale. Mi piace troppo, è carino
  3. contenuti ben distribuiti, nel senso che già dalla prima pagina sia chiaro che c’è una sezione blog, una portfolio, una per la scrittura,  una contacts. IN questo senso un tema di magazine & news andrebbe bene… ma quelli stonano per un blog perosnale
  4. questo è in parziale contraddizione col punto 3: vorrei una cosa semplice, ma allo stesso tempo colorata e creativa. Cioè: abbastanza contenuti da far capire che ci sono varie sezioni, ma che non confornda l’utente (ecco che l’opzione magazine può diventare inapplicabile).

Ecco, sì, vorrei tute queste cose.. quindi bho.

Please help!

Chissà, magari volete darmi una mano nella scelta… allora ci sono due possibilità:

  1. La prima è che mi suggeriate qualche tema che vi piace e che secondo voi può andare. Sarei pure disposto a spendere una piccola cifra, và…
  2. Vi elenco quelli passati al vaglio finora e mi date un parere. Chissà magari col confronto si chiariscono le cose.
    Eccole di seguito:

Schermata 02-2456695 alle 17.19.49Simplemag

Lo stesso con cui ho fatto il sito chiaracorbellapetrillo. Forse modificato opportunamente può funzionare.
Ha il vantaggio che si possono organizzare bene le sezioni. Inoltre ci ho già smanettato abbastanza. Forse però è troppo per magazine.

hueman-themeHueman

Sembra un bel tema con varie impostazioni. Ma andrà bene per un blog personale, non è troppo incasinato? IN particolare non mi convince il fatto che non abbia lo slideshow. O meglio, ce l’ha solo nella configurazione a tre colonne (con quella principale al centro).

Schermata 02-2456695 alle 17.30.56

Jovial

E’ un poco corporate e si dovrebbe lavorare sui colori. Ma potrebbe essere carino. Sotto ha il blog, poi ha lo slideshow. Non che sia molto creativo, è un po’ quadrettoso. Ma forse può andare.

 

screenshotKent

Questo mi piace un sacco. Solo due drawbacks: è troppo quadrettoso ed è molto magazine. Si potrà riuscire a renderlo più… come dire… creativo?

 

screenshot (1)Reporter

E’ fantastico mi piace un sacco. Ma andrù bene per un blog personale? Certo, ha delle funzinonalità davvero bellissime…

 

screenshotThe Newswire

Anche questo, è fantastico. Cacchio mi piacciono tutti quelli giornalistici? Frose devo aprire una testata giornalistica?

 

time_thumbTime

Altro tema molto bello. Ma tirando fuori il macho che è in me mi chiedo: non è da femmina?

 

Schermata 02-2456695 alle 17.52.51Unite

Su questo ci sarebbe da lavorarci un po’, ma forse incarna il mix di semplicità e organizzazione che cerco. Chissà, magari va bene.

 

Ecco la rassegna è finita, ed io mi trovo da capo a dodici. Come uscirne? Credo che un periodo di disintossicazione dai wordpress theme e qualche consiglio esterno siano il toccasana che mi serve.
Quindi arrivederci, passo e chiudo.

Anzi no, un ultimo messaggio lo lascio: HELP, HELP, HELP

Lista smanettamenti informatici

  1. acquisto dominio e spazio web da tophost (5 euro per un anno!)
  2. download & installazione wordpress
  3. installazione del mitico plugin WP jetpack, che permette di far parte della rete di wordpress (seguire ed essere seguito, poeter fare ‘mi piace’ sui post, avere le statistiche di wordpress e tante alte cosine) anche avendo un self-hosting
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Un’altra puntata della saga degli #stancocchi: si danno marketing

Porca miseria, secondo me si sono infurbiti.

Sentite questa: l’altro giorno sentivo vociare dall’interno del libro. Ne ho alcune copie sulla scrivania dell’ufficio. A volte i colleghi ne vogliono una, allora le tengo lì.
Insomma, sento come delle vocine. Mi pare folle: ma come fanno gli occhi a parlare tra le pagine? Capisco fossero stati i miei, quelli personali, che mi porto proprio qui sotto la fronte. Ma da dentro al libro… bho mi pare strano. Non impossibile – certo – oramai quasi non uso più questo termine da quando ho capito che sono usciti, scappati, violando qualsiasi legge di natura e di buon senso. Però, via, un limite a quello che accade ci dovrà pur essere, no?
Bhè, fatto sta che appena sento il parlottio mi lancio ad aprire la prima copia, quella in cima alla pila. Come c’era da aspettarsi, appena apro una pagina a caso, il vociare si arresta. Allora, con grande pazienza, richiudo, rimetto il libro esattamente come stava prima. Aspetto due minuti e le voci ricominciano.

[...continua a leggere...]